Diari di Rhea Doll: Le origini del Baby Daikon

|Rhea Dell'Anna

14 Febbraio 2024


Due anni fa ho attraversato il varco nuvoloso che separa il mondo therrestre occidentale da quello orientale. A bordo del conduttore volante, il panda rosso di fianco a me si preparava per tornare in Giappone dopo una breve visita a Francoforte. Aveva creato spazio sul sedile tra noi per custodire i kit sopravvivenza e subito dopo, aveva nascosto le lacrime calandosi la mascherina da notte. Una donna airone in uniforme blu vagava per ogni singola postazione offrendo la colazione del giorno...

Così ho raggiunto Nerima, provincia residenziale di Tokyo.

La famiglia Rapaci mi ha accolta con amore — una dolce famigliola di due gufi, una rana e la sua testuggine di nome Kame-tan (カメ・タン) — nella loro dimora compatta e funzionale.

Avevano messo assieme una manciata di pupazzetti Rilakkuma e un futon nella stanza degli ospiti per farmi sentire come a casa. A lato del futon, una lampada da notte e uno scalda piedi a temperatura regolabile.

Un ambiente nuovo, con usanze completamente opposte alle mie, riservate ai giapponesi e ai pochi turisti capaci di condividerle. Era da anni che volevo impararle. Allora le ho trascritte durante la prima gita al parco Gyoen di Shinjuku.

Cose da sapere [importanti] su come affrontare la città di Tokyo:
  1. Mantenere la SINISTRA e seguire il flusso quando non sei sicuro dove andare
  2. Rispetta le file
  3. Non soffiarti il naso in giro
  4. Non mangiare in piedi o mentre cammini
  5. Non fissare troppo i giapponesi
  6. Tieniti una bustina nello zaino/borsa come sacchetto della spazzatura
  7. Non parlare nei treni/metro
  8. Impara a usare il WC giapponese, soprattutto se hai il ciclo. Se hai il ciclo clicca「ビデ」x sciacquare zona
  9. Non fare foto ai giapponesi anche se sono belli!!!

Tornando a Nerima, mi sono resa conto solo dopo di non aver indagato i dintorni: la cittadina era troppo tranquilla rispetto a Tokyo centro. Qualcosa non tornava.

Era un giorno di pioggia. Il freddo tagliente di Febbraio trapassava l’ombrello a duplice funzione (pioggia/sole), ma non mi importava perché c’era sempre qualcosa di inaspettato dietro l’angolo. Passeggiare per le strade lì è come andare all’avventura, persino in una cittadina desolata come Nerima. Qualche locanda di qua, qualche negozietto di là… c’era persino una trattoria Italiana all’angolo di una palazzina specializzata in tagliatelle di grano saraceno. Poi, diversi appezzamenti di terra dove crescevano solo lattughe. Gli appezzamenti erano un po’ ovunque tra le case, trattati con estrema cura anche se mezzi vuoti. Ancora non ne capivo il motivo.

Gironzolando qua e là in cerca di qualcosa ma senza sapere cosa, avevo scoperto di trovarmi nella città dell’animazione. Alla stazione-centro-commerciale-ristorante-area-ricreazione una statua in bronzo di Lamù mi aveva detto di tornare indietro, di 𐔌non prendere di nuovo il treno per il centro꒱. Okay, nessun problema, tanto avevo fatto un miliardo di passi e mi ero già abituata al mio “ritmo zen personale” dopotutto. In Giappone ognuno sta al proprio passo e alla fine tutti riescono a fare ciò che devono fare in una giornata o mezza. Regola d’oro: evitare di correre per arrivare alla meta.

Tornata indietro, ho raggiunto il museo d’animazione Toei. Mi aveva investito una valanga di pura nostalgia, scoprendo che in quel luogo aveva avuto origine tutto ciò che ho sempre guardato in TV da piccolina. Ero troppo sconvolta per entrare.

Inaspettatamente, ero inciampata su qualcosa di verde nel mezzo dell’aiuola. Era Majo Rika (マジョリカ) di Doremi!

𐔌 Vai al parco Shakujii, è molto carino꒱

Ci sono andata.

La riva era popolata da ocosauri di piccola taglia e da numerosi salici piangenti che ovviamente stavano piangendo pioggia. Le file di villette che si affacciavano sul laghetto erano splendide, ce n’era persino una in stile barocco. In cima alla collinetta, tra gli alberi, emergeva il Furusato Museum. A prima vista sembrava una piscina pubblica al chiuso, ma più mi avvicinavo più sentivo di dover entrare. L’ingresso era gratuito e il museo ospitava la storia popolare del quartiere, in particolare, quella della coltivazione del daikon risalente al periodo Edo (1603-1868). All'inizio non capivo cosa fosse esattamente, non lo avevo mai visto o mangiato in vita mia. Pensavo fosse una creatura di altro genere, come un minerale o un pesce o un grande insetto, ma mai avrei detto che si trattasse di un ravanello bianco.

Si diceva che il daikon fosse una radice dalle forti proprietà nutrizionali, un ravanello dalle fibre ideali per l’intestino e dunque per la conservazione dell’istinto; che arrivasse a crescere fino a 70 cm di lunghezza grazie al terreno di tipo vulcanico del monte Fuji che ne ha favorito lo sviluppo. Negli anni però l’urbanizzazione del distretto ha quasi portato alla sua estinzione, riducendo da cento a poche varietà, anche questo spiegava la desertificazione dei terreni e della città: i conigli che li accudivano sono andati tutti via. Di fatto il cambiamento si percepiva nettamente: rispetto a ciò che avevo potuto testimoniare dalle vecchie fotografie, ogni singolo metro quadrato era stato ricostruito e cementato, già negli anni sessanta. Non era più come prima, eccetto quelle piccole zolle di terra in mezzo alle case.

Ripercorrendo i dintorni, avevo inteso che forse quelle foglie verdi non erano lattuga, e avevo come l’impressione di udire voci provenienti dal sottosuolo. E’ stato allora che ho scoperto le origini del baby daikon. Probabilmente, nel tempo, le poche radici rimaste erano sprofondate nel suolo così tanto da riemergere nel mondo di Rhaetia, precisamente nella palude del coniglio papero. Ho anche scoperto che la cena a casa Rapaci avrebbe previsto daikon bollito. Un po' mi dispiaceva mangiarlo... ma era così delizioso 𖹭.ᐟ

4 commenti

Awwww che voglia di visitare e vedere con i miei occhi tutto quello di cui racconti 😍 voglio vivere anche io in questa fiaba

Sele

Una bella storia curiosa particolare. Che simpatico il baby daykon!
Mi piace!

Lello

Che storia carina e che carino il baby daikon 🥺

Ale Naito

HAAAAA . It’s so cute ;-; , the story is really good, I hope discovering new vegetable !!

Alice Schirillo

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